
Diritto dei minori
“Ma da queste profonde ferite
usciranno farfalle libere”
(Alda Merini)
Assistere minori come difensore, rappresentarli quale curatore speciale, fornire consulenze ad assistenti sociali e a chi si trovi ad interagire con essi mi ha portato ad una crescita di esperienze e competenze in questa materia tanto delicata. A ben vedere, anche i genitori naturali, gli affidatari, gli adottanti diventano, in un certo senso, “persone deboli”; non perché siano fragili in sé, quanto piuttosto per la posta in gioco: il futuro, i figli, gli affetti fondamentali, la salute, l’essenza stessa della vita.
La mia attività professionale e la stessa cronaca, anche reggiana, hanno evidenziato che possono diventare soggetti esposti gli assistenti sociali, i tutori e i curatori, gli educatori, gli
psicologi, i neuropsichiatri infantili e, in generale, i pubblici dipendenti e gli amministratori, dal momento che le vicende giudiziarie che riguardano minorenni e persone con fragilità incidono sul loro lavoro, sulla vita quotidiana, sulle responsabilità, sulla funzionalità dei servizi, sulla fiducia riposta nell’ente dai cittadini, sulla reputazione individuale e collettiva.
Ecco perché la materia richiede una sensibilità a sé: l’avvocato deve essere all’altezza della complessità delle relazioni e dei procedimenti di cui via via si occupa, che riguardano aspetti molto eterogenei, autorità giudiziarie differenti, procedure diverse, interlocutori i più svariati. Non solo: l’avvocato deve diventare anche un po’ “equilibrista” e così bilanciare
pro e contro di decisioni complicate, spesso faticose, per poter consigliare la strada che meglio garantisce il benessere di chi sta attraversando momenti difficili.
Forse, dietro alla mia scelta di dedicarmi a questo settore del diritto, si nasconde la mia pregressa esperienza di insegnante e quella, attuale, di volontariato nelle scuole superiori e medie: mi piace pensare di dare il mio contributo per fare uscire “farfalle libere”.
